martedì 11 marzo 2014

Fotografia: una piccola riflessione


Questa riflessione nasce da una chiacchierata di qualche tempo fa con un gruppo di miei allievi in occasione di uno shooting. Quello che ha stupito i partecipanti è stata questa mia frase: "Parliamoci chiaro, la fotografia è fatica!" Molto spesso si immagina la vita del fotografo, amatoriale o professionista, come qualcosa di relativamente facile, semplice, per nulla faticosa, infatti basta premere solo un bottone! 
Lasciamo perdere le tonnellate di attrezzatura che normalmente ci si porta dietro, perché secondo me una bella foto, ovvero una foto che comunica, la si può fare tranquillamente con un cellulare o con una compatta punta e scatta. La fatica di cui parlo non è fisica, ma bensì mentale. Fatica nel tenersi aggiornato, nel affinare continuamente il nostro occhio, guardando con attenzione reportage e servizi di altri fotografi. Fatica perché prima di realizzare un servizio bisogna studiare bene non solo il nostro soggetto, ma anche il nostro committente, per capire cosa vuole esattamente da noi. Fatica perché dobbiamo conoscere le varie location, la luce nell'orario in cui scatteremo, trovare il momento migliore per la realizzazione stessa. Fatica perchè non finisce tutto dopo lo shooting, tutt'altro! Spesso il grosso del lavoro arriva nella fase dell'editing, e non parlo solo della post produzione. Vedo molto spesso lavori di colleghi e allievi che rimangono immutati negli anni, senza nessun tipo di modifica. Un reportage, come un portfolio, deve evolversi. Come noi cresciamo, deve crescere anche lui. Non parlo di aggiunta di nuovi scatti, ma di modificare l'editing stesso del lavoro. Riprendere e rimaneggiare un vecchio lavoro partendo da zero permette di vederlo in maniera completamente diversa, magari spogliandoci dei pregiudizi (non con valenza negativa) che abbiamo avuto nella fase del primo editing. 

lunedì 3 marzo 2014

Behind the photo #14 - Mamma Imperia -


Qualche giorno fa sulla bacheca facebook di Elisabetta Ognibene (per chi non la conoscesse posso solo dire che è la persona che si è inventato il logo di Libera...) è stata pubblicata una foto riguardante un graffito che tempo fa è stato fatto ad Imperia. Quella scritta la conosco bene, molto bene perché ci passo davanti molto spesso e quel messaggio su facebook mi ha fatto scattare una molla per iniziare un lavoro che mi girava in testa da molto tempo.

Quella scritta non è banale, per capirne il vero significato bisogno ricordare che Imperia è Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale con questa motivazione: «Illustre fra le genti Liguri per tradizione di fierezza, tenacia e antica adustanza a duro lavoro, con una terra aspra, impervia e avara di risorse, la popolazione imperiese, a prezzo di oltre 1200 Caduti, 100 deportati, stragi, persecuzioni e distruzioni immani durante venti mesi di occupazione nazifascista combatté la sua strenua Resistenza per la conquista delle patrie leggi e libertà, in concorso e sostegno, spesso cruenti, con le sue forze partigiane. Circa quattromila volontari in salde formazioni combattenti ardite e manovriere, ordinate in un rigoroso assetto organico e disciplinare della prima zona ligure, guidate da capi esperti e valorosi, con armi pressoché totalmente conquistate al nemico, alimentate dalle stremate ma non vinte popolazioni di cinquantatré comuni impegnarono dal monte al mare, con l'insidia di un'indomabile guerriglia e in sanguinosi combattimenti, le forze strapotenti del nemico, infliggendogli notevoli perdite, minacciandone e spesso interdicendone l'alimentazione operativa a cavaliere di sue vitali comunicazioni strategiche, nel tergo degli schieramenti avanzati. Sacrificio di sangue e sofferenza ed eminente valore furono i sigilli di nobiltà delle virtù militari e civili che gli imperiesi, in un periodo tragico della storia loro e della Patria, tramandarono insigni a imperitura memoria.» — Imperia - prima zona ligure, 8 settembre 1943 - 25 aprile 1945 

Sono fiero di essere Ligure e di essere nato ad Imperia.

lunedì 24 febbraio 2014

Photowalk "Il mare d'inverno" - Il resoconto -


Sabato si è svolto il Photowalk "Il mare d'inverno" nella suggestiva cittadina di Imperia, in Liguria. Un bellissimo sole e un mare spettacolare hanno permesso al gruppo di fotografi di sperimentarsi nel difficile compito di fotografare il mare, in modo originale e mai banale, alternandosi in tre location distinte: una tipica spiaggia rocciosa, una sabbiosa e un caratteristico porticciolo di pescherecci.
Sono stati molti i fattori della perfetta riuscita dell'evento: l'impegno e la dedizione degli allievi, la bellissima giornata, location spettacolari e la decisione degli organizzatori di creare dei piccoli gruppi per permettere un'assistenza quasi personale da parte del docente.
Da parte mia ritengo che la giornata sia stata davvero perfetta sotto tutti i punti di vista. Ho notato un amore profondo degli allievi verso la fotografia e verso il mare, si sono impegnati tantissimo per portare a casa delle belle immagini e per imparare il più possibile. Io ho cercato di trasmettere tutto la mia passione e amore per la mia terra e per il mio mestiere.
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Fra qualche giorno arriveranno le foto degli allievi, ora accontentatevi di qualche foto di backstage:










giovedì 20 febbraio 2014

Piccoli, grandi fotografi crescono


Questa è una fotografia realizzata da Marta, una mia ex allieva, forse l'allieva più giovane che abbia mai avuto, scattata al volo con un cellulare mentre andava a scuola.
Quando qualche mese fa ha partecipato al mio apericorso ha contagiato tutti con il suo entusiasmo e la sua simpatia. Ha un talento smisurato e una passione immensa. 
L'altro giorno scorrendo la timeline del mio Facebook ho visto questa sua foto e non ho avuto dubbi sull'autore. Marta è davvero brava, mi ha fatto molto piacere incrociarla nel mio cammino, mi ha dato tanto e da parte mia spero di averla indirizzata verso un suo stile personale e di aver smussato gli angoli della sua passione e del suo talento. Vederla crescere fotograficamente così bene mi riempie il cuore di soddisfazione, vedere mese dopo mese i suoi progressi e i suoi passi avanti mi inorgoglisce moltissimo. 

lunedì 10 febbraio 2014

Il bello del mestiere del fotografo


Una delle domande più frequenti che mi pongono i miei allievi durante corsi e workshop, logicamente dopo avermi chiesto se è meglio Canon o Nikon, è perché mi piace così tanto fare il fotografo.
Innanzitutto premetto che non farei mai un altro mestiere. Anche se ho passato momenti molto difficili, sia economici che personali, anche se non esistono week end liberi, anche se non esistono orari fissi, anche se bisogna lottare con le unghie e con i denti per restare a galla, non cambierei lavoro per nulla al mondo. 
Ci sono moltissimi vantaggi nel mio lavoro. Ho la fortuna di documentare molte realtà, conoscere nuovi posti, ma soprattutto incontrare moltissime persone. Personaggi che difficilmente avrei conosciuto facendo un "lavoro normale". In questi anni ho incontrato un gran numero di persone speciali, che mi hanno fatto crescere non solo fotograficamente, ma anche come persona. Non si tratta solo di soggetti che ho ritratto e documentato in questi anni, ma anche allievi, o semplici appassionati di fotografia incontrati alle mie mostre o alle mie presentazioni che con il loro entusiasmo mi hanno fatto amare ancora di più questo splendido mestiere e che con le loro domande mi hanno fatto approfondire alcuni argomenti o conoscere nuovi autori.
Tutta la mia giornata ruota intorno alle fotografie, alle mie storie da narrare, alle mie idee, da quando mi alzo a quando vado a dormire non penso e non faccio altro. A volte sogno i prossimi lavori da fare, insomma, non è un mestiere da svolgere dalle 9 alle 17, ma un lavoro h24!