Spesso mi chiedete come ottengo immagini come questa. Provo a spiegarvi il modo in cui realizzo queste fotografie Quando lavoro con la GoPro e il dome cerco barche con un’apertura velica che possa dare forma alla parte superiore dell’immagine. La superficie del mare occuperà una porzione importante del fotogramma: sopra quella linea voglio trovare una vela spiegata, una presenza capace di tenere insieme la composizione. È così che ho scelto Serenade, durante le Vele d’Epoca di Imperia. Aveva lo spinnaker aperto e ho chiesto a chi conduceva il gommone di avvicinarsi.
Questa parte del lavoro si svolge durante la preparazione alla partenza. È il momento in cui realizzo le riprese ravvicinate. Con la regata in corso lavoro dall’esterno del campo, spesso nei pressi di una boa, con reflex e teleobiettivo; oppure seguo le imbarcazioni mantenendo la distanza necessaria.
Per fotografare sulla linea dell’acqua, invece, il gommone è fondamentale. Mi permette di portare l’obiettivo quasi al livello del mare e di lavorare da una posizione che, su una barca più alta, sarebbe difficile raggiungere.
Nel momento dello scatto ho fatto fermare il gommone a circa un metro e mezzo dallo scafo. Mi sistemo nella parte centrale, dove riesco ad avvicinarmi maggiormente all’acqua. Tengo il dome con entrambe le mani e mi sporgo dal bordo fino a immergere le braccia.
È una posizione fisica, poco comoda, nella quale devo tenere conto contemporaneamente del mio equilibrio, del movimento del gommone e di quello della barca che sto fotografando. Anche quando il motore si ferma, il mare continua a muovere tutto.
Di solito chiedo di compiere almeno due giri intorno all’imbarcazione. Lavoro sui due lati lunghi: una raffica di dieci fotogrammi da una parte, poi dall’altra, quindi torno su entrambi i lati per ripetere la sequenza. Quattro passaggi, circa quaranta immagini, mentre cambiano la posizione delle vele, la luce e la forma dell’acqua davanti all’obiettivo.
La collaborazione con chi conduce il gommone è parte della fotografia. Io cerco l’inquadratura vicino alla superficie; chi è ai comandi deve interpretare le mie indicazioni e gestire l’avvicinamento. Una volta immersa la GoPro, però, non riesco a controllare sul display ciò che sto riprendendo. Posiziono la cupola, scatto la raffica e aspetto di vedere che cosa è rimasto nei file.
Il dome permette di includere nello stesso fotogramma ciò che si trova sopra e sotto la superficie, ma basta un’onda per cambiare completamente il risultato. La linea dell’acqua sale, copre la barca, lascia spazio al cielo oppure riempie tutto di schiuma. A volte rimane soltanto la parte sommersa dello scafo: può essere una fotografia interessante, ma è un’altra immagine rispetto a quella che sto cercando.
In una raffica di dieci fotogrammi posso trovarne tre buoni, magari uno veramente buono. In quella successiva posso scartarli tutti. Ripetere il passaggio serve a costruire altre possibilità. Ogni volta provo a ritrovare quel rapporto tra vele, superficie e scafo, sapendo che il mare lo modificherà ancora.
Poi comincia un lavoro diverso: scegliere.
Per questa fotografia la scelta è stata lunga. Avevo altre immagini alle quali ero legato, alcune con un’azione velica più evidente, altre più ricche di elementi. Il confronto con altri sguardi mi ha aiutato a riconoscere la forza di questo fotogramma: la curva dell’acqua, la vela e la sagoma scura dello scafo costruiscono una struttura leggibile, che rimane impressa.
Quando hai realizzato una fotografia ricordi anche lo sforzo per ottenerla, le condizioni in cui lavoravi e ciò che stavi cercando. Durante l’editing devi tornare a guardare quello che effettivamente c’è nell’immagine.
In questa ho trovato l’equilibrio che cercavo tra la barca e il mare. La superficie lascia vedere abbastanza dello scafo e, nello stesso momento, conserva la presenza delle vele. Per una frazione di secondo, le due parti convivono.
È il fotogramma che ho inviato al Pantaenius Yacht Racing Image Award 2026 e che la giuria internazionale ha selezionato tra le 80 immagini di quest’anno.
La fotografia è consultabile nella pagina ufficiale del concorso, dove fino al 14 novembre è possibile esprimere una preferenza per il premio del pubblico.










