Marco Donatiello - narratore di storie -
Life & Live Photographer
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lunedì 26 ottobre 2026
domenica 25 ottobre 2026
Premio Tenco 2026
Anche quest’anno il Premio Tenco è stato soprattutto questo: ore trascorse tra incontri, prove, concerti, parole e musica. La possibilità di vedere e fotografare tanti cantautori e musicisti, ascoltare giornalisti e persone che da anni raccontano la musica italiana, incontrare volti conosciuti e scoprirne di nuovi.
Ma il Tenco, per me, è anche ciò che accade intorno al palco.
Sono stati quattro giorni condivisi con tanti amici fotografi, con cui dividere la fatica, le attese, gli spostamenti continui, le corse per trovare il punto giusto, qualche imprecazione e quella stanchezza che, arrivati alla fine, diventa parte del ricordo.
Perché fotografare una manifestazione così significa certamente portare a casa delle immagini, ma significa anche viverla. E viverla insieme agli altri.
Quest’anno, poi, il Tenco ha segnato anche un piccolo pezzo di storia. Per la prima volta il Premio Tenco alla carriera è stato assegnato a un rapper: Frankie hi-nrg mc. Un riconoscimento che dice qualcosa non soltanto della sua storia artistica, ma anche di quanto siano cambiati nel tempo i confini della canzone d’autore. Ritmo e parola, dopotutto, possono percorrere strade molto diverse.
E forse questa fotografia è un buon modo per chiudere questi quattro giorni: Frankie hi-nrg mc sul palco dell’Ariston, quasi sommerso dalla luce.
Io, dall’altra parte dell’obiettivo, stanco morto. Ma molto felice di esserci stato.
martedì 20 ottobre 2026
Tra aria e acqua: la mia fotografia selezionata al Yacht Racing Image Award 2026
La giuria internazionale del Pantaenius Yacht Racing Image Award 2026 ha selezionato questa mia fotografia tra le 80 immagini dell’edizione di quest’anno.
In passato ho già avuto la soddisfazione di vedere un mio scatto tra gli ottanta migliori del concorso, ma ritrovare il proprio lavoro in questa selezione resta ogni volta emozionante. Ogni fotografia nasce da una ricerca diversa, e ogni riconoscimento riguarda anche il modo in cui si è scelto di guardare.
Ho realizzato l’immagine durante le Vele d’Epoca di Imperia. La barca è la Serenade, osservata da una posizione in cui la superficie del mare divide il fotogramma e, allo stesso tempo, ne tiene insieme le due parti. Sopra, le vele e il cielo; sotto, la sagoma dello scafo, immersa in una luce più scura. Nel mezzo, una linea instabile che piega le forme e cambia continuamente la composizione.
Ho definito questa prospettiva uno “sguardo anfibio”. La superficie dell’acqua funziona come una lente in movimento: le gocce, le rifrazioni e la curva dell’onda entrano nella fotografia, rendendo visibile anche il mezzo attraverso cui guardiamo.
Mi interessava accostare l’eleganza di una barca classica alla sensazione fisica di essere in mare. Una regata è fatta di vele, manovre e traiettorie, ma anche di ciò che accade a pochi centimetri dalla superficie, dove la percezione cambia continuamente e una parte della barca scompare alla vista.
Per realizzarla ho utilizzato una GoPro con un dome, la cupola che permette di riprendere contemporaneamente sopra e sotto il livello dell’acqua. È una modalità di ripresa nella quale il controllo dell’inquadratura deve fare i conti con il movimento del mare: basta una piccola variazione perché cambino il rapporto tra le due porzioni dell’immagine, i riflessi e la leggibilità dello scafo.
La fotografia è visibile nella galleria ufficiale del concorso, dove fino al 14 novembre è possibile esprimere una preferenza per il premio del pubblico.


























