lunedì 23 marzo 2026

21 marzo 2026 XXXI Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie - Torino

Il 21 marzo 2026  la città di Torino è tornata a essere attraversata dai passi di Libera. Vent’anni dopo l’ultima volta, la città si è riempita di volti, striscioni, nomi. 1117 nomi di vittime innocenti, letti uno per uno, come sempre. Nomi che non diventano mai abitudine, anche se li ascolti da anni.

Venti anni fa ero qui, più giovane, con una macchina fotografica e forse meno consapevolezza. Fotografavo quello che vedevo, cercando di stare dietro agli eventi. Oggi forse mi fermo dentro le storie, provo a riconoscere quello che accade tra le persone, negli sguardi e nei silenzi. 

Fotografare in questo contesto, dopo vent’anni, ha qualcosa di particolare. Ti obbliga a fare i conti con il tempo. Con quello che sei diventato, con quello che hai visto, con quello che hai scelto di raccontare e quello che magari hai evitato. Non è solo un lavoro di documentazione. È una forma di responsabilità. Decidere dove mettere lo sguardo, cosa includere, cosa lasciare fuori.

Non cerco immagini “belle”. Cerco immagini oneste. E l’onestà, in giornate come questa, passa spesso da dettagli minimi: una mano che stringe un’altra, uno sguardo perso durante la lettura dei nomi, una pausa, un respiro trattenuto.

Dopo vent’anni mi rendo conto che non è cambiato il motivo per cui continuo a fotografare Libera. È cambiato il modo. Forse più lento, più attento, meno istintivo. Ma anche più consapevole del fatto che ogni fotografia, in questo contesto, è prima di tutto una relazione.

E forse è proprio questo che continuo a cercare: non l’immagine perfetta, ma un punto di contatto.

Fino al 31 marzo è visitabile la mia mostra sui vent’anni di fotografie dedicate a Libera presso la Biblioteca Civica Centrale di Torino, Via della Cittadella 5.