Da tempo avevo un problema molto semplice: la mia attrezzatura fotografica era sparsa tra zaini, trolley, scatole, cassetti e ripiani. Nulla di drammatico, ma ogni volta che dovevo preparare un’uscita iniziava una piccola caccia al tesoro.
Una batteria da una parte, un flash dall’altra, il 70-200 in una borsa, la GoPro in un’altra. E soprattutto una stanza che, lentamente, era diventata più un deposito che uno spazio di lavoro.
L’idea è nata quasi per caso, vedendo il video di una fotografa americana che aveva trasformato un carrello porta attrezzi in un archivio per corpi macchina e obiettivi. La soluzione mi era piaciuta subito: cassetti robusti, tutto visibile, tutto raggiungibile in pochi secondi. Per qualche giorno ho pensato anch’io di acquistare un vero carrello da officina. Ho guardato modelli, misure, prezzi, immaginato configurazioni diverse. Poi mi sono reso conto che forse avevo già in casa quasi tutto quello che mi serviva.
La protagonista è diventata così una vecchia cassettiera metallica rossa a tre cassetti. Robusta, profonda, chiudibile a chiave e, soprattutto, già mia. (Sono sempre ligure!) Ho rivestito il fondo dei cassetti con un tappetino morbido antiurto, sagomato a misura, e ho diviso il materiale seguendo una logica molto semplice. Nel primo cassetto sono finiti i corpi macchina e le fotocamere che utilizzo più frequentemente: reflex, mirrorless, compatte, GoPro, Insta360 e anche la Polaroid, che in realtà esce molto più raramente. Il secondo è dedicato alle ottiche e ai flash: il 16-28, il 70-200, i piccoli flash e quello più grande, insieme alle relative custodie. Nel terzo ho raccolto tutto il resto: batterie, supporti, accessori, materiale per la pulizia, tappi, piccoli strumenti e tutto quello che normalmente tende a disperdersi in mille posti diversi.
Accanto alla cassettiera ho montato un piano di lavoro molto semplice, appoggiato su due cavalletti. Non è una scrivania: quella esiste già, dall’altra parte della stanza. Questo piano ha una sola funzione: preparare lo zaino. Lo appoggio, apro i cassetti, scelgo quello che mi serve per il lavoro che sto per fare e preparo il corredo. Al ritorno, il percorso si ripete al contrario.
Sotto il piano trovano posto i due trolley fotografici e alcune scatole trasparenti con il materiale meno utilizzato. Gli zaini rimangono immediatamente accessibili. Poco distante ho mantenuto una stazione di ricarica separata, con tutti i caricabatterie già collegati: Canon, Fuji, GoPro, action cam e tutto il resto.
Probabilmente farò ancora qualche modifica. Vorrei aggiungere una barra LED sotto il mobile superiore, magari ricaricabile, per illuminare meglio il piano di lavoro. Forse sostituirò in futuro i tappetini con qualcosa di più specifico per l’attrezzatura fotografica.
Ma per ora preferisco usarlo.